GIROVAGANDO, INCONTRI FORTUNATI CON BEL TEMPO E MOGENBURG
Si cominciano a smaltire gli effetti del fuso orario e tutto procede per il meglio. Gli allenamenti sono stati ripresi regolarmente presso le strutture complementari adiacenti allo stadio per quanto riguarda i salti, gli ostacoli alti e i lanci, mentre le attività che hanno bisogno di un anello di 400 metri si appoggiano all’impianto “George Gallant Track” situato a Shediac centro balneare sull’Atlantico a mezz’ora dallo stadio.
Fa piacere l’accoglienza che i canadesi riservano alla delegazione italiana, una dimostrazione di simpatia sorprendente, per non parlare degli italiani residenti a Moncton e per tutti ne cito uno Luigi Gino Beltempo originario di Giovinazzo (Lecce) che la mattina successiva al nostra arrivo a Moncton quando mi aggiro di buon ora (dopo una camminata intorno ai 60 minuti) alla ricerca di adattatori per rendere compatibili le nostre spine, Gino mi avvicina all’interno del supermercato e vedendo la maglia dell’Italia mi chiede se può essermi utile. Lo ringrazio vivamente e gli spiego il mio problema, al che Luigi Gino si offre di accompagnarmi con la sua macchina in altro grande magazzino specializzato in elettricità dove il problema è risolto all’istante. Ma non basta, l’amico pugliese mi accompagna a cambiare gli euro in dollari canadesi ad un tasso agevolato e mi riporta all’Università risparmiandomi l’impervio ritorno al campus.
Il fuso orario produce effetti devastanti sul sottoscritto così anche ieri di buon ora, ho fatto la mia passeggiata d’apertura di giornata. Mentre cerco di orientarmi per arrivare a “La France” così si chiama l’edificio dove siamo alloggiati, vengo affiancato da un exaterrestre 2,01 di altezza, 52 di piede anche lui alla ricerca dell’Università. Lo riconosco e lo saluto con un amichevole “bonjour Mogenburg” destando il suo stupore. Al che mi presento come “Rieti” ottenendo un gesto di approvazione visto che lui a Rieti è stato tra i protagonisti almeno in due edizioni. Indimenticabile la gara portata a termine grazie all’ingresso in campo di tre macchine che illuminarono la pedana. Mentre procediamo insieme verso la meta apprendo che adesso è stato preso dalla Federazione norvegese ed allena ad Oslo. Per la cronaca mi piace ricordare che Dietmar è stato protagonista dell’Atletica anni 80 con un personale di 2,39 campione olimpico a Los Angeles 1984 ed europeo ad Atene nel 1980.
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